Vi ricordo l'appuntamento con l'evento Fatti di Terra, Mostra e Mercato che si svolgerà sabato 13 settembre 2014 dalle 16 alle 24 e domenica 14 settembre 2014 dalle ore 10 alle 24.
https://www.facebook.com/pages/Tommaso-Monaldi-Design/296538720473663
mercoledì 10 settembre 2014
Fatti di Terra, Mostra e Mercato
Etichette:
Promozione,
Vendita
Ubicazione:
61043 Cagli PU, Italia
martedì 9 settembre 2014
Il miele è un alimento. Il miele non è una medicina
Innanzitutto grazie a tutte le persone che ci sono venuti a trovare nella nostra bancarella dell'8 settembre alla Fiera del Pelingo. Amici, parenti, conoscenti, perfetti sconosciuti: tutti molto graditi ed apprezzati. Spero che abbiate trovato una buona accoglienza.
Ecco delle considerazioni derivanti dalle domande poste da alcune persone.
1) "Il miele fa male a chi ha il colesterolo? Il medico me lo ha tolto dall'alimentazione..."
Prima considerazione di carattere generale: non si può sostituire la prescrizione di un medico con le indicazioni ricevute da un produttore che espone i suoi prodotti nella bancarella di un mercato.
Seconda considerazione di carattere generale: il miele è un alimento, non è una medicina. Il miele è uno delle migliori sostanze che un essere umano possa ingerire, ma ha una funzione completamente diversa da un medicinale. Non viene assimilato per curare una malattia, bensì per essere mangiato, perché è buono, quando una persona ha appetito. Poi se questo alimento, come tantissimi altri (penso in generale a frutta, verdura e legumi), hanno la capacità di contrastare l'insorgere di alcune malattie o di aiutare l'organismo a superarle, questo vuol solo dire che è un buon alimento. Sicuramente non vuol dire che è una medicina!
Considerazione di carattere particolare. Direi che il medico di questa persona ha dato una prescrizione piuttosto frettolosa, almeno a giudicare da quello che si trova su Internet a proposito del rapporto tra miele e colesterolo. In questo caso il medico dovrebbe approfondire questo aspetto riguardante l'alimentazione del proprio paziente ed informarsi meglio sul miele.
2) "Quali sono le proprietà del miele di Coriandolo?"
Il coriandolo, come coltivazione, è stato recentemente introdotto nella nostra zona ed il suo miele non ha particolari studi di caratterizzazione. Non conosco ancora le sue proprietà alimentari, ma cercherò di informarmi. Da una rapida carrellata su Internet mi sembra che le informazioni relative a questo miele siano un po' poche. Vi farò sapere.
3) "Questi sono è liquidi perché li hai scaldati?"
No, assolutamente! Il miele di coriandolo è ancora liquido solo perché è stato estratto poche settimane fa, ma sta già cristallizzando. La melata, invece, rimane naturalmente liquida anche se a volte può cristallizzare.
4) "Perché non hai il miele d'acacia?"
In questa stagione c'è stata una situazione del tutto particolare. Il tutto è partito da un inverno mite ed una conseguente precoce ripresa della covata da parte della regina. Si è arrivati in prossimità della fioritura dell'acacia con bel tempo e famiglie in pieno sviluppo. Poi il clima è cambiato: c'è stato un lungo periodo di pioggia che ha impedito alle api di uscire a raccogliere. Nel frattempo le tantissime larve da sfamare all'interno degli alveari hanno costretto le api a consumare tutte le scorte di miele accumulate. Le api sono arrivate alla fine del pieriodo di pioggia senza più un grammo di miele. Ancora pochi giorni e sarebbero morte tutte di fame. Gli ultimi giorni di fioritura dell'acacia quindi sono serviti a ripristinare un minimo di scorte per le famiglie di api che, alla fine, si sono riprese, ma senza lasciare miele d'acacia per l'apicoltore.
Ecco delle considerazioni derivanti dalle domande poste da alcune persone.
1) "Il miele fa male a chi ha il colesterolo? Il medico me lo ha tolto dall'alimentazione..."
Prima considerazione di carattere generale: non si può sostituire la prescrizione di un medico con le indicazioni ricevute da un produttore che espone i suoi prodotti nella bancarella di un mercato.
Seconda considerazione di carattere generale: il miele è un alimento, non è una medicina. Il miele è uno delle migliori sostanze che un essere umano possa ingerire, ma ha una funzione completamente diversa da un medicinale. Non viene assimilato per curare una malattia, bensì per essere mangiato, perché è buono, quando una persona ha appetito. Poi se questo alimento, come tantissimi altri (penso in generale a frutta, verdura e legumi), hanno la capacità di contrastare l'insorgere di alcune malattie o di aiutare l'organismo a superarle, questo vuol solo dire che è un buon alimento. Sicuramente non vuol dire che è una medicina!
Considerazione di carattere particolare. Direi che il medico di questa persona ha dato una prescrizione piuttosto frettolosa, almeno a giudicare da quello che si trova su Internet a proposito del rapporto tra miele e colesterolo. In questo caso il medico dovrebbe approfondire questo aspetto riguardante l'alimentazione del proprio paziente ed informarsi meglio sul miele.
2) "Quali sono le proprietà del miele di Coriandolo?"
Il coriandolo, come coltivazione, è stato recentemente introdotto nella nostra zona ed il suo miele non ha particolari studi di caratterizzazione. Non conosco ancora le sue proprietà alimentari, ma cercherò di informarmi. Da una rapida carrellata su Internet mi sembra che le informazioni relative a questo miele siano un po' poche. Vi farò sapere.
3) "Questi sono è liquidi perché li hai scaldati?"
No, assolutamente! Il miele di coriandolo è ancora liquido solo perché è stato estratto poche settimane fa, ma sta già cristallizzando. La melata, invece, rimane naturalmente liquida anche se a volte può cristallizzare.
4) "Perché non hai il miele d'acacia?"
In questa stagione c'è stata una situazione del tutto particolare. Il tutto è partito da un inverno mite ed una conseguente precoce ripresa della covata da parte della regina. Si è arrivati in prossimità della fioritura dell'acacia con bel tempo e famiglie in pieno sviluppo. Poi il clima è cambiato: c'è stato un lungo periodo di pioggia che ha impedito alle api di uscire a raccogliere. Nel frattempo le tantissime larve da sfamare all'interno degli alveari hanno costretto le api a consumare tutte le scorte di miele accumulate. Le api sono arrivate alla fine del pieriodo di pioggia senza più un grammo di miele. Ancora pochi giorni e sarebbero morte tutte di fame. Gli ultimi giorni di fioritura dell'acacia quindi sono serviti a ripristinare un minimo di scorte per le famiglie di api che, alla fine, si sono riprese, ma senza lasciare miele d'acacia per l'apicoltore.
Etichette:
Alimentazione,
Andamento stagione,
Vendita
Ubicazione:
Acqualagna PU, Italia
venerdì 29 agosto 2014
8 settembre 2014 Festa del Pelingo
L'8 settembre 2014, come ogni anno, si svolgerà la tradizionale Festa del Pelingo, dedicata alla Madonna della Divina Misericordia. A fianco delle celebrazioni religiose, distribuita nel piazzale antistante la chiesa, ci sarà una bella fiera, dove potrete trovare stand di ogni tipo.
Quest'anno ci saremo anche noi con il nostro miele... solo ed esclusivamente miele di nostra produzione. Venite a trovarci e potrete assaggiare il nuovo miele 2014 appena invasettato. Vi aspettiamo.
Il 13 e 14 settembre 2014 ci sarà anche un altro appuntamento nel centro storico di Cagli: "Fatti di Terra, Mostra e Mercato". Vieni a trovarci anche qui.
.
Quest'anno ci saremo anche noi con il nostro miele... solo ed esclusivamente miele di nostra produzione. Venite a trovarci e potrete assaggiare il nuovo miele 2014 appena invasettato. Vi aspettiamo.
Il 13 e 14 settembre 2014 ci sarà anche un altro appuntamento nel centro storico di Cagli: "Fatti di Terra, Mostra e Mercato". Vieni a trovarci anche qui.
.
Etichette:
Azienda,
Promozione,
Vendita
Ubicazione:
Acqualagna PU, Italia
lunedì 18 agosto 2014
Piccolo hotel sole e luna
Ho riportato nel titolo di questo post il nomignolo dato da mia cognata alle campanelle appese fuori dalla porta di casa mia.
L'origine della vicenda è assai curiosa perché ad un certo punto dell'estate ho cominciato a notare delle strane api che venivano a passare la notte appesi ai fili delle campanelle. Poi ho scoperto che non erano api, ma una qualche altra specie di imenottero che non ho ancora identificato.
All'imbrunire cominciavano con lo svolazzare intorno alle campanelle alla ricerca di un posto dove appendersi. Una volta scelta la posizione facevano un po' a sgomitate l'una con le altre e poi si accovacciavano letteralmente al filo. Un po' di toilette e poi via: a nanna! La mattina di buon ora restavano solo le più pigre, ma dopo qualche minuto non c'erano più nemmeno loro.
All'inizio dell'estate le mie ospiti erano una dozzina, ma sono venute calando di settimana in settimana. Alla data di questo post sono otto quelle che restano ancora lì a dormire nonostante che la notte ventosa faccia dondolare i fili e le campanelle. Se qualcuno sapesse di che specie si tratta me lo faccia sapere, grazie.
L'origine della vicenda è assai curiosa perché ad un certo punto dell'estate ho cominciato a notare delle strane api che venivano a passare la notte appesi ai fili delle campanelle. Poi ho scoperto che non erano api, ma una qualche altra specie di imenottero che non ho ancora identificato.
All'imbrunire cominciavano con lo svolazzare intorno alle campanelle alla ricerca di un posto dove appendersi. Una volta scelta la posizione facevano un po' a sgomitate l'una con le altre e poi si accovacciavano letteralmente al filo. Un po' di toilette e poi via: a nanna! La mattina di buon ora restavano solo le più pigre, ma dopo qualche minuto non c'erano più nemmeno loro.
All'inizio dell'estate le mie ospiti erano una dozzina, ma sono venute calando di settimana in settimana. Alla data di questo post sono otto quelle che restano ancora lì a dormire nonostante che la notte ventosa faccia dondolare i fili e le campanelle. Se qualcuno sapesse di che specie si tratta me lo faccia sapere, grazie.
domenica 17 agosto 2014
Recupero sciame
Vi voglio raccontare questo recupero di uno sciame per le sue particolarità: particolare il periodo, il luogo, il modo e l'oggetto del recupero. Ho riportato questi argomenti secondo il mio ordine di importanza.
Cominciamo!
Il periodo è particolare perché una sciamatura a luglio (9 luglio 2014) è un fenomeno insolito. La famiglia recuperata in effetti non ha avuto origine da una sciamatura della stagione, ma da quella di una stagione precedente. L'amico che mi ha segnalato la presenza di api in quel luogo, infatti, aveva già notato la loro presenza da diversi anni. E' altamente improbabile che qualcuno abbia potuto effettuare trattamenti su questa famiglia e quindi, per qualche motivo che devo ancora scoprire, potrebbe essere sopravvissuta alla varroa.
Il luogo potrebbe essere definito con questi tre aggettivi: evocativo, emblematico, suggestivo. Una vecchia miniera di zolfo abbandonata nell'entroterra marchigiano è uno di quei luogi che si è soliti definire: "abbandonati da Dio e dagli uomini". In questo caso sembra che Dio non lo abbia abbandonato, infanti è diventato un luogo dove le api recuperano gli scarti della tecnologia per farne la loro casa, è un luogo dove la devastazione degli ailanti e delle robinie è diventato un paradiso di nettare e polline. Insomma in mezzo a questo monumento innalzato alla decadenza della civiltà ho trovato una famiglia in pieno vigore. Si trovava all'interno di un quadro elettrico con i favi incastrati tra i cavi elettrici strappati ed arruffati, chiuso da uno spotello di lamiera con un pannello di polistirolo incollato all'interno.
Come ho recuperato lo sciame? Beh! Facile direte voi: il quadro elettico si trova ad altezza di spalla, non hai dovuto nemmeno usare la scala! Il problema da superare è stato la dimensione dei favi e lo sviluppo della famiglia. Un apicoltore con un po' di esperienza avrebbe aspettato la fine di settembre per lavorare con meno api, meno miele, meno cera, meno punture, meno tutto. Invece io (caprone!) l'ho recuperato così, in pieno sviluppo.
Sono tornato a casa e mi sono procurato otto vecchi telaini da nido ed un rotolo di rete metallica con maglia da 5x5. Ho tagliato sedici pezzi di rete con le dimensioni di un telaino e ne ho fissati otto ad un lato dei telaini con la graffatrice a punti. In pratica mi sono costruito delle gabbie per contenere i favi lasciando aperto un lato della gabbia. Sono tornato dalle api ed ho cominciato a tagliare dei pezzi di favo che potessero entrare nei telaini. Una volta posati delicatamente, pezzo dopo pezzo, i favi sulla rete metallica all'interno del telaino fino a riempirlo, ho fissato con la graffatrice il secondo pezzo di rete metallica in modo da chiudere la gabbia. In altre parole, non potendo dare sostegno ai favi dall'interno, come si fa normalmente per fissare i fogli cerei, ho realizzato una specie di esoscheletro per sostenerli dall'esterno. Per contenere questa famiglia ho dovuto utilizzare tutti gli otto telaini e naturalmente li ho dovuti inserire in una cassetta da 10 favi con due fogli cerei nuovi da costruire. Ho proseguito, spazzola alla mano, con la raccolta certosina del maggior numero di api da riversare dentro la loro nuova casa.
Incredibile, ma la cosa ha funzionato!
Dopo 26 giorni (4 agosto 2014) i favi sono stati tutti "rattoppati". Le operaie li stanno utilizzando per il miele ed il polline e la regina vi depone la sua covata. Anche i due fogli cerei sono stati importanti perché sono stati letteralmente rimpinzati dalla regina con una covata che, ovviamente, ora è già opercolata e quasi nascente. Ultima chicca. Sono andato a prendere la cassetta alla sera dopo cena e quando ho finito di trasportarla in apiario erano già le 22. Tornando a casa mi sono imbattutto in una famiglia di cinghiali che mi hanno pigramente ignorato continuando tranquillamente a grufolare in mezzo alla strada. Sono riuscito a continuare il mio ritorno a casa solo dopo che se ne sono andati via con calma.
Ultimo elemento, il più importante: l'oggetto del recupero. Non ho certezza di quanto tempo questa famiglia abbia trascorso all'interno di quel quadro elettrico, ma alcuni indizi dicono che si tratta di più di una stagione. A parte la testimonianza del mio amico, i favi stratificati erano sei, il più recente all'esterno ed il più vecchio all'interno. Quest'ultimo non più utilizzato per la covata, ma annerito per esserlo stato in passato. Se fosse confermata la sua permanenza per più di una stagione, la famiglia potrebbe essere sopravvissuta alla varroa ed alle altre malattie senza trattamenti da parte dell'uomo, ovvero con le sole proprie forze. A questo punto il patrimonio genetico portato dalla regina è veramente interessante, perciò ho intenzione di proseguire il suo filo genetico nelle prossime stagioni. Vi farò sapere come va.
Cominciamo!
Il periodo è particolare perché una sciamatura a luglio (9 luglio 2014) è un fenomeno insolito. La famiglia recuperata in effetti non ha avuto origine da una sciamatura della stagione, ma da quella di una stagione precedente. L'amico che mi ha segnalato la presenza di api in quel luogo, infatti, aveva già notato la loro presenza da diversi anni. E' altamente improbabile che qualcuno abbia potuto effettuare trattamenti su questa famiglia e quindi, per qualche motivo che devo ancora scoprire, potrebbe essere sopravvissuta alla varroa.
Il luogo potrebbe essere definito con questi tre aggettivi: evocativo, emblematico, suggestivo. Una vecchia miniera di zolfo abbandonata nell'entroterra marchigiano è uno di quei luogi che si è soliti definire: "abbandonati da Dio e dagli uomini". In questo caso sembra che Dio non lo abbia abbandonato, infanti è diventato un luogo dove le api recuperano gli scarti della tecnologia per farne la loro casa, è un luogo dove la devastazione degli ailanti e delle robinie è diventato un paradiso di nettare e polline. Insomma in mezzo a questo monumento innalzato alla decadenza della civiltà ho trovato una famiglia in pieno vigore. Si trovava all'interno di un quadro elettrico con i favi incastrati tra i cavi elettrici strappati ed arruffati, chiuso da uno spotello di lamiera con un pannello di polistirolo incollato all'interno.
Come ho recuperato lo sciame? Beh! Facile direte voi: il quadro elettico si trova ad altezza di spalla, non hai dovuto nemmeno usare la scala! Il problema da superare è stato la dimensione dei favi e lo sviluppo della famiglia. Un apicoltore con un po' di esperienza avrebbe aspettato la fine di settembre per lavorare con meno api, meno miele, meno cera, meno punture, meno tutto. Invece io (caprone!) l'ho recuperato così, in pieno sviluppo.
Sono tornato a casa e mi sono procurato otto vecchi telaini da nido ed un rotolo di rete metallica con maglia da 5x5. Ho tagliato sedici pezzi di rete con le dimensioni di un telaino e ne ho fissati otto ad un lato dei telaini con la graffatrice a punti. In pratica mi sono costruito delle gabbie per contenere i favi lasciando aperto un lato della gabbia. Sono tornato dalle api ed ho cominciato a tagliare dei pezzi di favo che potessero entrare nei telaini. Una volta posati delicatamente, pezzo dopo pezzo, i favi sulla rete metallica all'interno del telaino fino a riempirlo, ho fissato con la graffatrice il secondo pezzo di rete metallica in modo da chiudere la gabbia. In altre parole, non potendo dare sostegno ai favi dall'interno, come si fa normalmente per fissare i fogli cerei, ho realizzato una specie di esoscheletro per sostenerli dall'esterno. Per contenere questa famiglia ho dovuto utilizzare tutti gli otto telaini e naturalmente li ho dovuti inserire in una cassetta da 10 favi con due fogli cerei nuovi da costruire. Ho proseguito, spazzola alla mano, con la raccolta certosina del maggior numero di api da riversare dentro la loro nuova casa.
Incredibile, ma la cosa ha funzionato!
Dopo 26 giorni (4 agosto 2014) i favi sono stati tutti "rattoppati". Le operaie li stanno utilizzando per il miele ed il polline e la regina vi depone la sua covata. Anche i due fogli cerei sono stati importanti perché sono stati letteralmente rimpinzati dalla regina con una covata che, ovviamente, ora è già opercolata e quasi nascente. Ultima chicca. Sono andato a prendere la cassetta alla sera dopo cena e quando ho finito di trasportarla in apiario erano già le 22. Tornando a casa mi sono imbattutto in una famiglia di cinghiali che mi hanno pigramente ignorato continuando tranquillamente a grufolare in mezzo alla strada. Sono riuscito a continuare il mio ritorno a casa solo dopo che se ne sono andati via con calma.
Ultimo elemento, il più importante: l'oggetto del recupero. Non ho certezza di quanto tempo questa famiglia abbia trascorso all'interno di quel quadro elettrico, ma alcuni indizi dicono che si tratta di più di una stagione. A parte la testimonianza del mio amico, i favi stratificati erano sei, il più recente all'esterno ed il più vecchio all'interno. Quest'ultimo non più utilizzato per la covata, ma annerito per esserlo stato in passato. Se fosse confermata la sua permanenza per più di una stagione, la famiglia potrebbe essere sopravvissuta alla varroa ed alle altre malattie senza trattamenti da parte dell'uomo, ovvero con le sole proprie forze. A questo punto il patrimonio genetico portato dalla regina è veramente interessante, perciò ho intenzione di proseguire il suo filo genetico nelle prossime stagioni. Vi farò sapere come va.
Etichette:
Cattura sciami,
Filosofia apistica
martedì 20 maggio 2014
Visita in apirario
Favo di covata opercolata (vitalità 3) |
Mentre passavo in rassegna i telaini, uno per uno, stamattina pensavo che stiamo intervenendo molto pesantemente sullo stile di vita di questi animali.
Determiniamo le dimensioni delle loro celle, determiniamo forma direzione e dimensioni del favo e della famiglia, cambiamo le regine, controlliamo la sciamatura, mettiamo gli alveari a 30 cm da terra, facciamo una selezione genetica che il più delle volte porta avanti i caratteri sbagliati per le api anche se pensiamo che per noi siano giusti.
Tutto questo costituisce un argomento di riflessione solo per gli apicoltori che tutto sommato hanno un po’ di coscienza. Poi ci sono quelli che la coscienza ce l’hanno sotto i piedi e allora vai con gli antibiotici e gli acaricidi di sintesi a man bassa!
Vorrei sperimentare “un’altra apicoltura”, ma non ne ho la forza. Dovremmo alverla tutti insieme prima di essere costretti a farla senza api…
Etichette:
Filosofia apistica,
Visite in apiario
domenica 18 maggio 2014
Urbino e il Montefeltro… Distretto culturale evoluto
Nel pomeriggio di venerdì 16 maggio 2014, nella splendida cornice del castello di Sassocorvaro, si è svolto un seminario dal titolo: Il piano di comunicazione offline e il piano di comunicazione sul web tenuto dalla bravissima Maria Pia Rossignaud, direttrice di Media Duemila.
Dopo aver illustrato come il nostro paese abbia bisogno di un proprio
piano di comuncazione, sia offline che sul web, la Rossignaud ha
concluso il seminario cercando di fornire ai presenti un obbiettivo e
degli stumenti per raggiungerlo. L’obbiettivo è quello di diffondere il
desiderio e creare le condizioni per un “nuovo rinascimento italiano”,
lo strumento è l’azione o, se vogliamo, la proattività della comunità,
sia essa piccola, grande, reale, virtuale. Solo comunicando e agendo
insieme possiamo fare in modo che la cultura diventi il vero motore del
notro paese! Perché, seppur così sinteticamente, vi parlo di questo
seminario? Naturalmente perché ero presente e perché ho contribuito
portando la mia esperienza del “Miele del Montefeltro“.
Anche altri hanno portato le loro esperienze. Alcune riguardanti la
formazione nell’ambito degli operatori economici e delle amministrazioni
pubbliche, altre il piano di comuncazione delle strutture ricettive
balneari. Più in generale si è parlato della comuncazione all’interno di
un territorio quale può essere questo pezzo d’Italia situato
all’incirca tra Marche ed Emilia Romagna. Bella esperienza! Spero che
abbia un seguito, almeno per quanto riguarda l’aspetto: “cultura volano
dell’economia” al quale fa riferimento il distretto culturale evoluto Urbino e il Montefeltro.
Etichette:
Attività associative,
Promozione
Ubicazione:
61028 Sassocorvaro PU, Italia
martedì 6 maggio 2014
Visita in apiario
Il primo pensiero è stato: “Che delusione!”. Il secondo è stato:
“Testone! Cosa pretendevi?”. Ancora una volte le api stupiscono, non per
la loro capacità di accumulare miele, ma per la loro capacità di
resistenza agli eventi avversi. Per circa 10 giorni sono rimaste chiuse
dentro la loro casetta con circa 20 mila larve da nutrire e altrettante
api nascenti senza avere la possibilità di uscire a procurarsi cibo!
Questo è il secondo giorno di bel tempo e le api hanno appena fatto in
tempo a salvarsi prima di morire di fame. Come pensare che vadano a
melario in queste condizioni? Però c’è ancora una speranza per l’acacia:
che la fioritura duri qualche giorno in più visto che molti fiori hanno
aspettato il sole per fiorire e che una volta saziate le api siano
compassionevoli verso il loro apicoltore.
Con una famiglia ho fatto un errore che voi non dovete mai fare! L’ho “inarniata” dal nucleo senza controllare che la porta del predellino di volo fosse aperta… Errore bestiale! Risultato: due belle manciate di api morte sul fondo, blocco di covata della regina e nemmeno una goccia di miele! Ho dovuto “rubare” un telaino di scorte ad un’altra cassetta per sperare che non muoiano di fame domattina! Speriamo.
Con una famiglia ho fatto un errore che voi non dovete mai fare! L’ho “inarniata” dal nucleo senza controllare che la porta del predellino di volo fosse aperta… Errore bestiale! Risultato: due belle manciate di api morte sul fondo, blocco di covata della regina e nemmeno una goccia di miele! Ho dovuto “rubare” un telaino di scorte ad un’altra cassetta per sperare che non muoiano di fame domattina! Speriamo.
lunedì 5 maggio 2014
Quando il gioco si fa duro…
Primo vero giorno di fioritura dell’acacia! Dopo giorni e giorni di
piogge (ed i poveri amici di Senigallia ne sanno qualcosa!) finalmente
ha smesso di piovere ed il cielo sereno ha favorito un soleggiamento
degno di questa stagione. I fiori di acacia sono già il doppio o il
triplo rispetto a ieri e le famiglie che vogliono sciamare, se non
l’hanno già fatto oggi, lo faranno domani. Spero che quelle che non
sciameranno abbiano iniziato a raccogliere: la temperatura diurna arriva
sopra i 20 grandi, ma quella notturna sta scendendo in picchiata sotto i
10.
Etichette:
Andamento stagione,
Visite in apiario
lunedì 28 aprile 2014
Convegno a Urbania: “Valorizzazione e certificazione delle produzioni agricole montane: il miele del Montefeltro”
Lunedì 28 aprile 2014 alle ore 20:30 presso la sala riunioni
dell’Hotel Meeting di Urbania in via Santa Maria del Piano, 34/a si
svolgerà il convegno intitolato: “Valorizzazione e certificazione delle
produzioni agricole montane: il miele del Montefeltro”.
Il convegno è organizzato da Impresa Verde Marche srl (Coldiretti) grazie ai fondi del PSR Marche 2007-2013. Bando misura 111B – Anno 2013. Progetto n.10421.
L’intervento del rag. Vitali Ginesio riguarderà la fiscalità applicata all’allevamento delle api e alla produzione del miele.
L’intervento della dott.sa Falasconi Marta riguarderà gli aspetti igienico-sanitari per la lavorazione del miele e derivati.
Io ci sarò! Venite anche voi!
Il convegno è organizzato da Impresa Verde Marche srl (Coldiretti) grazie ai fondi del PSR Marche 2007-2013. Bando misura 111B – Anno 2013. Progetto n.10421.
L’intervento del rag. Vitali Ginesio riguarderà la fiscalità applicata all’allevamento delle api e alla produzione del miele.
L’intervento della dott.sa Falasconi Marta riguarderà gli aspetti igienico-sanitari per la lavorazione del miele e derivati.
Io ci sarò! Venite anche voi!
Etichette:
Attività associative,
Normativa
Ubicazione:
Urbania PU, Italia
sabato 26 aprile 2014
Restauro di un uliveto
Seconda puntata del restauro di un uliveto. Oggi sono stato aiutato da
un mio carissimo amico. Insieme siamo riusciti a finire la parte più
faticosa del restauro. Tutte le piantine sono state fatte riemergere
dalla coltre erbosa che le proteggeva, ma le soffocava anche. Ora sto
pensando alla fertilizzazione, alla sistemazione dei tutori, al
mantenimento di una coltre erbosa contenuta, alla sostituzione delle
piantine morte. Non è stato facile e non credo che sarà facile, ma
vedere quelle piante che hanno resistito è stato un incentivo a non
mollare. Forse fra qualche anno avremo del buon olio.
Etichette:
Uliveto
Ubicazione:
Fossombrone PU, Italia
giovedì 24 aprile 2014
Visita in apiario
Mancano pochi giorni alla fioritura dell’acacia. Su alcune piante si
sono già aperti i primi grappoli di fiori profumanti. Oggi ho ripassato
tutte le famiglie per controllare la sciamatura. Alcune straripano
letteralmente di api: sarà difficile evitare che sciamino! Su quelle più
sviluppate metterò il secondo melario in modo che abbiano un po’ di
spazio in più. C’è un critico problema di scorte dovuto all’assenza di
fioriture importanti in concomitanza con lo sviluppo della covata
bisognosa di alimentazione. Strano: ci sono ettari di colza già fiorita
nel raggio di un chilometro.
mercoledì 23 aprile 2014
Restauro di un uliveto
Sono già alcuni giorni che sto lavorando al restauro del nostro uliveto
abbandonato. Dopo la piantumazione dell’aprile 2010, purtroppo, non ho
potuto più lavorarci e le piante sono state letteralmente abbandonate a
se stesse. Ora con un’immane sforzo di volonta, ma anche con tanta
fatica fisica, sto ritirando fuori ad una ad una le piantine sommerse
dalla vegetazione. Naturalmente non tutte ce l’hanno fatta, ma la
maggior parte sì. Non ho la possibilità di fare grossi investimenti e
quindi mi sono dotato dell’attrezzatura minima indispensabile: un
tosaerba abbastanza potente, forbici da potatura, legacci per legature,
zappa, guanti, cappello. Devo dire che all’inizio pensavo che fosse un
lavoro inutile, però adesso mi sono preso coraggio e voglio dare a tutto
l’uliveto la possibilità di crescere.
sabato 19 aprile 2014
Visita in apiario
Stamattina nuvole nere all’orizzonte preannunciavano la pioggia che
puntualmente è arrivata. Le famiglie sono cresciute velocemente e fra
10 giorni fiorirà l’acacia: non potevo evitare di mettere su qualche
melario. E’ finita che sono tornato a casa bagnato fradicio. Poco male,
anzi bene! Dopo pasquetta sarà il caso di metterne altri.
Nel pomeriggio ho costruito una rudimentale sceratrice solare. Prima la voglio provare e vedere se funziona, poi vi racconterò come l’ho fatta.
Nel pomeriggio ho costruito una rudimentale sceratrice solare. Prima la voglio provare e vedere se funziona, poi vi racconterò come l’ho fatta.
sabato 12 aprile 2014
Visita in apiario
Un paio di regine rosse e un paio gialle. Tutte le altre sono nuove:
difficile che sciamino. E invece no! Sciamano lo stesso. E’ stata una di
quelle rosse. Pazienza per l’acacia. Io sono contento lo stesso perché
le api sono riuscite a farmela anche stavolta ed è giusto così. A me un
po’ di miele, a loro un po’ di libertà. In produzione per l’acacia avrò
sì e no 10 famigle, ma visto quello che è successo gli anni scorsi, mi
ritengo fortunato.
martedì 8 aprile 2014
Stagione 2014
Ebbene sì, è inizita la stagione 2014! Le regine depongono, i fiori
sbocciano, i fuchi nascono e le prime bottinatrici hanno un gran bel da
fare nel portare alla famiglia il nutrimento per le larve sempre più
numerose. In questo mometo nasce anche la nuova avventura della nostra
azienda sulla rete. Segliamo il blog come strumento, scegliamo Blogspot
come veicolo, scegliamo la qualità piuttosto che la quantità come stile
di comunicazione. Grazie a chi ci vorrà seguire.
Casa di pietra |
Iscriviti a:
Post (Atom)